B... come bio

Da tempo ormai sappiamo che qualcosa, nell'equilibrio naturale, si sta disgregando e che dobbiamo correre ai ripari finchè siamo in tempo. Lo possiamo fare preferendo e acquistando cibi biologici, prodotti senza inquinare o contaminare la natura con additivi chimici o di sintesi, senza sfruttare intensivamente il bestiame, nel pieno rispetto del ritmo delle stagioni e della rotazione dei terreni, e sottoponendo i prodotti finali al controllo di appositi enti certificatori. A tale riguardo, si parla anche di "tracciabilità" del cibo biologico, alludendo con questo termine alla capacità di ricostruire e seguire la produzione e all'utilizzo di un prodotto agroalimentare mediante identificazioni documentate e certificate da un apposito organo di controllo.

Cosa significa cibo biologico

Ma sappiamo esattamente che cosa si intende per cibo biologico e quali sono le differenze con altri prodotti definiti semplicemente "naturali? L'agricoltura ecocompatibile esprime la generica tendenza alla compatibilità ambientale e, nell'iter produttivo, integra un impiego minimo di prodotti chimici con l'uso controllato di insetti che si nutrono dei parassiti delle piante funzionando di fatto come degli antiparassitari naturali. La dicitura "ecocompatibile" per ora non ha riconoscimento dal punto di vista della normativa comunitaria, diverso è il caso dell'agricoltura "biologica", un vero e proprio metodo di produzione definito dal punto di vista legislativo a livello comunitario.


Come leggere le etichette

Prima di fare la spesa, occorre sempre leggere l'etichetta e verificare che:

  • il prodotto sia venduto con l'etichetta Agricoltura Biologica o Allevamento Biologico/Regime di controllo CEE. Senza questa dicitura, il prodotto non è cibo biologico;

  • l'etichetta riporti la data (di raccolta, produzione, macellazione), la sigla del paese di provenienza, la sigla dell'ente certificatore, un codice dell'azienda e uno per la partita del prodotto;

  • Il prodotto non sia distribuito in contenitore di plastica o in altro materiale sintetico.

Costi e vantaggi

Nel carrello del biologico, ormai c'è posto per tutti: produttori di frutta e ortaggi, carne, pesce e latticini, vino, miele, zucchero, pasta, riso, cacao, caffè, tè, dolci e prodotti da forno, uova, oli e condimenti, ma anche merendine, snack e bevande. Certo, i cibi biologici possono costare un po' di più ma offrono una serie di vantaggi "impagabili": hanno un sapore più naturale, quindi sono anche più appaganti e più sazianti per il palato; sono più controllati dal punto di vista della coltivazione e dell'allevamento e non contengono sostanze d'origine chimica; per produrli, è ridotto lo spreco di materie prime, si rispetta la biodiversità e si riduce l'impatto ambientale. Per contro, va anche detto che i cibi biologici freschi (proprio perché naturali e privi di additivi) si conservano meno a lungo: in realtà, questo che sembra un difetto è una garanzia di qualità!

I 5 motivi per scegliere il bio

Se si pensa che tutto quello che mangiamo o applichiamo sulla pelle sotto forma di cosmetico plasma il nostro corpo e influisce sul cervello, sulle attività metaboliche e sulle nostre aspettative di vita, è chiaro che il cibo biologico avrà effetti decisamente positivi sulla salute poiché è privo di tossine e ricco di sostanze curative e protettive che il corpo assorbe con rapidità.

- Il cibo biologico è sano, è saporito ed è ricco di principi attivi vitali

- Avendo una genesi naturale e non contaminata dalla chimica, e crescendo su terreni "puri", rinforza il metabolismo e le difese

- Previene il deposito di tossine chimiche nel corpo e velocizza lo smaltimento di quelle eventualmente già presenti

- Accelera la guarigione e stimola la rigenerazione di organi e tessuti

- Ha un effetto protettivo, ricostituente e antiage.